Le grandi commodities agricole

Per commodity si intende una materia prima o un altro bene standardizzato, facilmente stoccabile e conservabile nel tempo, adatta ad un’ampia e facile commercializzazione. Le principali commodities agricole (dette anche soft commodities) a livello mondiale sono le colture cerealicole, da olio e da proteine, alcune colture da radice, da tubero e da fibra, le principali colture coloniali quali il the, il caffè e il cacao. Tra le prime 20 commodities (in termini di quantitativi prodotti) ve ne sono quattro di origine animale (latte e carni) e tra quelle vegetali primeggiano i cereali (mais, riso e frumento). I principali paesi produttori di commodities agricole sono Cina, India, Brasile e USA. Negli ultimi decenni si è assistito ad un notevole incremento delle quantità prodotte di talune commodities, soprattutto grazie all’aumento delle rese unitarie legate ai maggior input energetici forniti alle colture e al bestiame. Negli ultimi anni l’interesse degli investiti per le commodities ha registrato un’impennata e oggi in tutte le borse mondiali è possibile negoziare un’ampia gamma di prodotti agricoli. Ultimamente i prezzi delle commodities sono state soggette ad una notevole volatilità determinando importanti conseguenze in campo agricolo e sociale.

Commodity” (pl. commodities) è un termine commerciale ed economico (dal francese “commodité”) che significa “ottenibile comodamente”. Per commodity si intende una materia prima o un altro bene standardizzato, commercializzato senza che sia necessario l’apporto di ulteriore valore aggiunto; pertanto, questa deve essere facilmente stoccabile e conservabile nel tempo, cioè non perdere le caratteristiche originarie, e quindi essere adatta ad un’ampia e facile commercializzazione.

Si tratta principalmente di beni che risultano scarsamente differenziabili sul mercato, se non per il loro prezzo: una delle caratteristiche fondamentali delle commodities, infatti, è la surrogabilità, ovvero la parziale sostituibilità e dipendenza reciproca.

Appartengono alle commodities le principali materie prime (petrolio ed altri energetici, minerali ferrosi, legnami) e tra queste anche quelle agricole (prodotti delle grandi colture, latte, uova, fertilizzanti).

Il mercato delle commodities agricole (ma anche quello del petrolio o del gas naturale) si differenzia da altri mercati per la presenza di un’influenza stagionale e per l’importante ruolo che assume la logistica del trasporto su lunghe distanze, dalla produzione al consumo.

Le commodities agricole vengono anche definite “soft commodities” perché non possono essere stoccate per lungo tempo (es. zucchero, cacao, cotone, caffè).

Le principali commodities agricole

Tra le grandi colture sono riconosciute come principali commodities quelle cerealicole, da olio e da proteine, alcune colture da radice, da tubero e da fibra, le principali colture coloniali quali il the, il caffè e il cacao. Secondo taluni non sono da considerarsi commodities le colture orto-frutticole a limitata conservabilità e difficili da trasportare e le colture che debbano essere sottoposte a processi di lavorazione in loco quali le colture saccarifere (mentre lo sono i prodotti derivati). La FAO, invece, vi comprende tutte le produzioni agricole: in Tabella 1 sono riassunte le prime 20 commodities a livello globale del 2012 (si precisa che si tratta produzioni totali comprensive del consumo interno del singolo paese, non di quantità di merce scambiata). I cereali, nel loro complesso, sono i più importanti (collegamento scheda Cosa mangiamo: semi, radici, foglie). Si osserva che le prime cinque commodities sono prodotte principalmente in soli cinque paesi: Cina, India, Brasile, USA e Indonesia (quest’ultima limitatamente al riso). L’unico commodity significativa prodotta dall’UE è l’orzo francese.

Alcune tra le più importanti commodities (quali mais, soia e cereali) sono impiegate in molteplici filiere (zootecniche, industriale, energetica), le restanti sono destinate prevalentemente all’alimentazione umana.

Tabella 1 Produzioni delle 20 più importanti commodities mondiali e primi 3 paesi produttori nel 2012 (Fonte: FAOSTAT).

Commodity

Produzione, 2012

Primi tre paesi produttori (2012)

 

(milioni di t)

Zucchero di canna

1 842

Brasile

India

Cina

Mais

873

USA

Cina

Brasile

Riso, risone

738

Cina

India

Indonesia

Frumento

671

Cina

India

USA

Latte vaccino

626

USA

India

Cina

Patate

365

Cina

India

Russia

Ortaggi freschi

270

Cina

India

Vietnam

Barbabietola da zucchero

270

Russia

Francia

USA

Manioca

269

Nigeria

Thailandia

Indonesia

Soia

241

USA

Brasile

Argentina

Pomodori

162

Cina

India

USA

Orzo

134

Russia

Francia

Germania

Carne di maiale

109

Cina

USA

Germania

Patate dolci

108

Cina

Nigeria

Tanzania

Angurie

105

Cina

Turchia

Iran

Banane

102

India

Cina

Filippine

Latte di bufala

97

India

Pakistan

Cina

Carne di pollo

93

USA

Cina

Brasile

Cipolle essiccate

83

Cina

India

USA

Mele

76

Cina

USA

Turchia

Negli ultimi cinquanta anni vi sono state delle variazioni considerevoli nella produzione dei principali gruppi di commodities vegetali (Figura 1 e 2): i cereali hanno visto un incremento dell’8% della superficie ad essa destinati e la produzione totale è quasi triplicata (le produzioni di mais sono quadruplicate, mentre altri cereali minori, quali avena, sorgo segale hanno perso importanza). Le oleaginose hanno più che raddoppiato le superfici investite con un aumento di sette volte della produzione globale (la soia è passata da una produzione di 27 a 214 milioni di t). Frutta e ortaggi, seppure non siano delle commodities in senso stretto, hanno avuto un cospicuo aumento della superficie, mentre sono rimaste sostanzialmente stabili le superfici investite a colture da fibra, legumi, tuberi e radici. Le produzioni globali sono aumentate più che proporzionalmente per tutte le colture, seppure gli aumenti unitari di resa più cospicui si sono registrati per frutta e ortaggi.

figura 1 - Evoluzione di superfici delle commodities vegetali

figura 2 - Evoluzione elle produzioni delle commodities vegetali

La commodity animale (Figura 2) più importante è il latte: la sua produzione globale è più che raddoppiata negli ultimi decenni (si tratta principalmente di latte bovino). La produzione di carne di pollame è decuplicata, quella di carni varie (tra cui quella suina) quadruplicata così come la produzione di uova.

figura 3 - Evoluzione delle produzioni delle commodities animali

I requisiti richiesti dal mercato alle commodities

La rilevanza delle commodities è dovuta al ruolo attuale e storico nell’alimentazione dell’umanità: a livello mondiale si considera che il 65% dagli alimenti costituenti la dieta sia proveniente dalle commodities vegetali e il 25% da quelle di origine animale, ma occorre sottolineare che una consistente parte dei mangimi per l’allevamento è costituita dalle stesse commodities alimentari (FAO, 2013). Pertanto, la forte domanda ha stimolato la nascita di sistemi agricoli specializzati e orientati alla produzione di una o più commodities destinate ai grandi mercati internazionali. Prevalgono processi produttivi agricoli basati su un basso impiego di lavoro e su una meccanizzazione spinta, secondo modelli di agricoltura estensiva o semi-intensiva in grandi aziende o unità colturali.

Per la facilità con cui sono conservate e trasferite, le commodities alimentari sono destinate a intensi scambi commerciali internazionali sui mercati entro una rete strutturata, governata dalle quotazioni che avvengono quotidianamente in grandi borse merci internazionali (e locali), secondo specifici listini di riferimento. Perché questo possa avvenire occorre che le commodities agricole siano chiaramente catalogate in relazione ad una serie di caratteri merceologici riconosciuti a livello internazionale.

Ciò comporta la necessità di rispettare un primo requisito di base: la commodities deve rispondere a caratteri merceologici standard, ovvero stabili nel tempo e nello spazio. La standardizzazione delle produzione è quindi necessaria perché si possa attribuire un valore alla merce e perché possa essere soggetta a processi ordinari di trasformazione-lavorazione.

I prodotti delle grandi colture non sono caratterizzati da una standardizzazione paragonabile a quella di altre commodities non agricole, perché il processo produttivo avviene in condizioni pedo-climatiche eterogenee, sono soggette a differenti stress biotici e abiotici e, infine, sono coltivate con varie agrotecniche. Sussiste dunque la necessità di ridurre la variabilità spaziale e temporale in modo tale da rispondere agli standard merceologici internazionali.

La commodities deve essere prodotta con costi tali da essere posta su un mercato le cui quotazioni sono definite a livello internazionale: la definizione del prezzo avviene solo parzialmente in sede locale e sempre più marcatamente nei principali centri mondiali di produzione (per effetto della globalizzazione e della riduzione dei dazi) collegamento scheda Il flusso degli alimenti nel mondo. Il prezzo è influenzato da ristretti gruppi di aziende o stati detti ”lobbies”, ma gli strumenti speculativi di natura finanziaria sono alla portata di una larga parte dei cittadini.

Queste modalità di quotazione comportano però un’elevata volatilità dei prezzi nel breve periodo, tale da influenzare in modo talvolta molto pronunciato le scelte tecniche e gli investimenti colturali che vengono così modulati in relazione ai redditi attesi. 

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Evoluzione di superfici delle commodities vegetali

(Fonte: elaborazione dati FAOSTAT)

 

 

Evoluzione di superfici delle commodities vegetali

Evoluzione elle produzioni delle commodities vegetali

(Fonte: elaborazione dati FAOSTAT)

 

 

Evoluzione elle produzioni delle commodities vegetali

Evoluzione delle produzioni delle commodities animali

(Fonte: elaborazione dati FAOSTAT)

 

 

Evoluzione delle produzioni delle commodities animali

La produzione di commodities in futuro sarà condizionata da nuove forze trainanti a scala mondiale:

  • aumento dei consumi di prodotti alimentari,
  • domanda di bioenergie,
  • instabilità delle produzioni dovuta anche ai cambiamenti climatici,
  • instabilità economico-finanziaria,
  • globalizzazione dei mercati.

Ciò determinerà un aumento della volatilità dei prezzi delle commodities.

E’ necessaria la conoscenza approfondita e il monitoraggio continuo dell’andamento e della variabilità dei prezzi delle materie agro-alimentari perché le oscillazioni dei prezzi sono uno dei principali effetti del processo di globalizzazione economica e sociale, che ha subito una forte accelerazione nel nuovo millennio.

Con la globalizzazione la complessità e le interrelazioni dei mercati delle diverse commodities agricole si intrecciano con cambiamenti profondi dell’intera geografia economica mondiale e della domanda globale di prodotti agricoli e alimentari.

L’andamento dei mercati internazionali delle commodities agricole influisce sulle grandi tematiche dello sviluppo globale del pianeta: dai problemi della povertà, della fame e della malnutrizione, a quelli di grande impatto sociale come la sicurezza alimentare e le migrazioni.

Inoltre, sorgono contrasti sempre più marcati nell’utilizzazione alternativa delle risorse, come acqua e terra, fra agricoltura e industria - usi civili o fra le zone rurali e urbane, mentre è necessario un maggior impegno nella salvaguardia ambientale e nuove alternative stanno emergendo nell’utilizzazione delle produzioni agricole a fini extra-alimentari.

Fanfani R., Gutierrez L., 2011. Rapporto sull'andamento dei prezzi delle commodities agricole (1972 – 2011). CIA

FAOSTAT