L'impatto dell'evoluzione mondiale dei consumi alimentari: il caso della Cina

La crescita della Cina negli ultimi decenni in molti settori, compreso quello agricolo, è stata impressionante. La Cina ha aumentato la quantità pro-capite di energia contenuta negli alimenti, seppure la popolazione rurale continui a nutrirsi prevalentemente di riso e frumento (con sacche di denutrizione), mentre nelle zone urbane i “nuovi ricchi” si rivolgono preferenzialmente a cibi di origine animale un tempo preclusi. Le maggiori rese unitarie delle coltivazioni sono state conseguite con notevoli investimenti in ricerca e sviluppo, implicando pure un notevole incremento degli input energetici necessari per le colture. Il forte sfruttamento del suolo, la contaminazione da fitofarmaci e da fertilizzanti delle acque, la competizione per l’uso del suolo delle attività extra agricole, oltre al maggior fabbisogno di terra legato alla produzioni zootecniche sono alcuni dei fattori che hanno reso precario l’autoapprovvigionamento alimentare delle Cina. La variazione dei costumi alimentari di quasi 1,4 miliardi di persone ha conseguenze su scala planetaria: il maggior ricorso alle importazioni alimentari in Cina ha ripercussioni sulla stabilità dei mercati mondiali e sui sistemi agricoli nei paesi in via di sviluppo.

Le origini della cultura alimentare in Cina risalgono alla dinastia Shang (1600 a.C.- 1046 a.C.) quando fu formulata la teoria dell’armonizzazione dei prodotti alimentari, secondo la quale i cinque sapori (dolce, acido, amaro, piccante e salato) corrispondono alle esigenze nutrizionali dei cinque principali organi del corpo (cuore, fegato, milza/pancreas, polmoni e reni).

Inoltre in Cina la religione buddista, pur non dettando regole precise sull’alimentazione, ha contribuito a determinare nel corso della storia comportamenti alimentari. La cultura alimentare cinese sotto l’influenza della religione si è basata, per un lungo periodo storico, su codici di tipo feudale. Ad esempio, le carni bovine, di montone e di maiale potevano essere consumate dall’imperatore, quella bovina dai signori feudali, il montone e i suini dai ministri, il pesce dai generali e i vegetali dal popolo che, comunque, non avrebbe potuto procurarsi carni e pesci per ragioni economiche. La stratificazione feudale non è più presente nella società civile cinese, ma riecheggia nei comportamenti personali.

Dopo il 1978, anno di apertura dell’economia, il PIL cinese è cresciuto a ritmi molto sostenuti (8,5% annuo, quello agricolo del 4,6% annuo pari a quattro volte del tasso di crescita della popolazione) e si è registrata una crescita notevole della produzione agricola. La Cina all’inizio del XXI secolo è stata una delle economie più dinamiche insieme all’India, alla Russia, al Sudafrica e al Brasile con cui forma il gruppo delle economie emergenti, dette BRICS dall’acronimo delle iniziali.

Lo sviluppo economico ha influenzato inevitabilmente la struttura e le abitudini della società cinese: benché ancora caratterizzata da una forte sperequazione sociale tra classi sociali e aree geografiche, si è consolidata una classe media in forte crescita e anche un segmento ad alto reddito. I “nuovi ricchi” (che sono il 10% dei 1,425 miliardi di cinesi, pari a oltre 100 milioni di persone), oltre ad avere una condizione economica in continuo miglioramento, stanno evolvendosi dal punto di vista culturale cominciando ad inserire nella millenaria tradizione culinaria cinese prodotti locali innovativi ed elementi di altre culture, prima fra tutte quella occidentale. Questa apertura sta creando interessanti opportunità per l’import di prodotti agroalimentari europei di qualità.

La dieta della popolazione urbana (che gode di un reddito pro-capite tre volte più alto di quello delle aree rurali) è ricca e varia con un consumo significativo di proteine di origine animale. Nelle aree rurali, invece, la dieta si basa essenzialmente sul consumo, e autoconsumo, di prodotti vegetali quali cereali (riso al Sud, grano al Nord) e ortaggi. Il principale apporto proteico deriva dal consumo di pesce, generalmente di acqua dolce, allevato negli stagni annessi alle aziende agricole familiari (Figura 1).

figura 1 - Consumo di cibo per categoria alimentare in aree rurali e urbane in Cina

L'assunzione totale di calorie per persona al giorno in Cina è cresciuta notevolmente, da 2.163 kcal nel 1980 a 3.102 kcal nel 2014. Nel dettaglio la maggior parte dell'aumento deriva da un aumento del consumo di prodotti animali, mentre l'apporto calorico da colture è cresciuto lentamente e si è stabilizzato a circa 2.300 kcal. Si tratta di un incremento molto più veloce rispetto alla media mondiale e, a partire dal 2009, l'apporto calorico della Cina si è avvicinato al livello della Repubblica di Corea, anche se è rimasto inferiore ai livelli osservati negli Stati Uniti e nell'Unione Europea. L'assunzione di proteine in Cina è quasi raddoppiato passando da 54 g nel 1980 a 89 g pro-capite nel 2014 (circa tre quarti di questa crescita è derivato dal consumo di prodotti animali), quella di grassi è quasi triplicato passando da 34 g nel 1980 a 87 g pro-capite nel 2014 (circa due terzi di questa crescita deriva da aumenti nel consumo di prodotti animali).

Anche in Cina la domanda pro-capite per i cereali ad uso diretto alimentare, come grano e riso, tende a diminuire (sia in ambienti urbani sia in quelli rurali) con l'aumentare del reddito pro-capite a fronte però di un aumento della domanda per i cereali da foraggio necessari per la produzione animale.

La crescita del reddito e della produzione agricola hanno consentito alla Cina di ridurre, ma non di risolvere, la denutrizione: nel 1990 circa 254 milioni di persone erano denutrite (pari al 21% della popolazione), nel 2010, nonostante un aumento di popolazione di circa 196 milioni, il numero stimato di persone denutrite, è sceso a 158 milioni (12% della popolazione) (Tabella 1).

Tabella 1 Insicurezza alimentare in Cina: stime FAO sul numero delle persone sottonutrite (Fonte: State of Food Insecurity 2012, FAOSTAT)

 

1990-92

1999-2001

2004-06

2007-09

2010-12

Numero (milioni)

254

187

176

158

158

Percentuale della popolazione (%)

21

14

13

12

12

 

All’incremento generalizzato del reddito dei cinesi, seppure non omogeneo, è corrisposto una crescente domanda per prodotto alimentari sicuri, innovativi e di alta qualità che stanno portando alla rimodulazione organizzativa del settore agroalimentare nazionale ed internazionale.

L'introduzione del sistema con cui gli agricoltori hanno potuto affittare la terra dai collettivi ed esercitare autonomamente le colture da praticare, ha incentivato gli agricoltori ad aumentare la produttività. La crescita della produzione agricola è stata sostenuta grazie anche alla ricerca e all’impiego crescente di semente selezionata, di fertilizzanti e dell’irrigazione.

La Cina era prossima a raggiungere l'autosufficienza per i cereali (riso, grano e mais) e per la soia negli anni dal 1960 a metà degli anni ‘90, poi il tasso di auto-approvvigionamento è calato per la necessità di aumentare le importazioni di soia (progressivamente liberalizzate). Come risultato la posizione commerciale della Cina per il cibo è passata dal surplus al deficit e questo divario è cresciuto nel tempo. Alcune preoccupazioni circa l’autosufficienza alimentare della Cina sono sorte tra i responsabili politici cinesi, soprattutto perché la Cina, rispetto alla sua popolazione, è relativamente poco dotata di terra adatta all’agricoltura intensiva e di acqua. I fattori di crescita della domanda sono stati l'espansione del settore zootecnico, che richiede molte proteine, insieme all'aumento della domanda dei consumatori di oli vegetali.

Alcuni studiosi interpretano le crescenti importazioni della Cina di soia come una risposta razionale ai crescenti vincoli di risorse in Cina, soprattutto perché la soia è una coltura che richiede superfici estese e molta acqua. Il calcolo dell'utilizzo del territorio " virtuale" sotteso alle importazioni e alle esportazioni agricole dimostrano che la Cina è diventata un importatore netto in termini di “terra virtuale” nel periodo 1986-2009, soprattutto a motivo della crescita delle importazioni di soia. Le importazioni di soia sembrano aver permesso di garantire sul territorio cinese una più estesa area coltivabile con cereali alimentari (quali grano e riso), considerati più importante per il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza alimentare.

Alcuni modellizzazioni prevedono che la Cina dovrà continuare ad importare ingenti quantità di cereali foraggeri e altri cibi, ma che la sua autosufficienza alimentare complessiva è destinato a rimanere oltre il livello del 90% fino al 2030.

Il cambiamento di dieta dei consumatori più ricchi impone maggiori pressioni sul settore agricolo in quanto la produzione di alimenti di origine animale richiede maggiore quantità di risorse agricole e genera esternalità ambientali superiori a quella richieste dalla produzione di alimenti per una dieta a base vegetale.

I fattori che influenzano l’evoluzione dei consumi alimentari in Cina sono sintetizzati in Figura 2.

 

figura 2 - Tendenze, cambiamenti, motori e problematiche aperte nel sistema alimentare della Cina

 

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Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 4
Il Cibo é vita
Alimenti di origine animale: carne e latte
L'allevamento del pesce: un'importante risorsa alimentare
Gli insetti nell'alimentazione animale
La proteina dal foraggio alla carne
Il latte: composizione, consumo, storia ed evoluzione
La carne: un alimento fondamentale in continua evoluzione
Alimenti di origine vegetale: semi, radici, foglie
Produrre zucchero e altri dolcificanti
Prodotti dalle colture oleaginose
Le grandi commodities agricole
Com'é governato il mercato delle grandi commodities
Il flusso degli alimenti nel mondo
sei qui  L'impatto dell'evoluzione mondiale dei consumi alimentari: il caso della Cina
I cereali come cibo
Trasformazione riso: parboilizzazione
Prodotti a base di riso
Il Golden Rice
Trasformazione frumento: lievitazione ed estrusione
Prodotti a base di frumento
Celiachia: allergia o intolleranza?
Trasformazione mais: macinazione o nixtamalizzazione
Prodotti a base di mais in Italia
Le varietà locali per la polenta
Prodotti a base di mais nel mondo
Nuove tendenze: cibi funzionali, cibi a chilometro zero
Accesso al Cibo
Il diritto al cibo nel diritto internazionale
L'Indice globale della fame
La finanziarizzazione dei prezzi agricoli
I prodotti agricoli a doppio uso: cibo ed energia
Donne e sicurezza alimentare
Donne e agricoltura: il caso del Mozambico
L'adattamento al cambiamento climatico

Consumo di cibo per categoria alimentare in aree rurali e urbane in Cina

(Fonte: National Bureau of Statistics, China)

Consumo di cibo per categoria alimentare in aree rurali e urbane in Cina

Tendenze, cambiamenti, motori e problematiche aperte nel sistema alimentare della Cina

(Fonte: Garnett T., Wilkes A., 2014)

Tendenze, cambiamenti, motori e problematiche aperte nel sistema alimentare della Cina

In Cina la domanda di cibo in termini di calorie è probabilmente arrivato vicino al suo livello di picco, seppure lo spostamento continuo della domanda verso alimenti ad alto contenuto di proteine, in particolare di quelli origine animale (indotti dalla crescita del reddito) implicheranno una pressione considerevole sulle risorse agricole e sull'ambiente.

La produttività del terreno agricolo in Cina ha raggiunto un livello elevato, ma spesso non paragonabile a quello di nazioni molto avanzate. In molti ambiti vi è la possibilità che l'ulteriore intensificazione dell'uso dei terreni agricoli possa comportare rendimenti decrescenti e degrado ambientale: nelle zone più interne lo spostamento della produzione verso un sistema basato sulla coltivazione del grano su larga scala potrebbe portare ad un sovraccarico di nutrienti nei suoli e nelle acque.

Molte zone interne, soggette a forti fenomeni erosivi (si pensi al Fiume giallo o Huáng Hé che deve il suo nome al limo trasportato), la qualità delle terre coltivate si starebbe deteriorando a causa dell’impoverimento del suolo, dell'inquinamento e della desertificazione; nelle aree costiere orientali le zone coltivabili sono contese con gli usi del suolo urbani e industriali e infine i cambiamenti climatici potrebbero comportare impatti negativi sulla produttività agricola.

I continui investimenti in ricerca e sviluppo e gli sviluppi tecnologici potrebbero essere il fattore chiave per la prosecuzione della crescita della produzione agricola in Cina e per la gestione sostenibile delle risorse naturali e ambientali. L'aumento della produttività potrebbe inoltre contribuire ad aumentare i redditi degli agricoltori, riducendo la povertà di chi vive in aree rurali e dipende dall'agricoltura per la propria sopravvivenza.

In Cina la produttività del lavoro degli agricoltori rimane bassa (circa un terzo degli agricoltori di tutto il mondo sono cinesi) e la dimensione aziendale media è molto piccola. Le dimensioni delle aziende andrebbero ampliate promuovendo economie di scala e favorendo la meccanizzazione, garantendo nel contempo il benessere dei piccoli agricoltori, seppure pare inevitabile un grande spostamento di manodopera dall'agricoltura verso altri settori e soprattutto un ulteriore aumento della popolazione urbana.

Del Giudice T., Caracciolo F., Cicia G., Grunert K., Krystallis A., 2012. Consumatori cinesi e cibo: tra tradizione millenaria e influenze culturali occidentali. Economia agro-alimentare, n. 3-2012

Garnett T., Wilkes A., 2014. Appetite for change. Social, economic and environmental transformations in China’s food system. Food Climate Research Network

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FAOSTAT

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